Huayna Picchu, la maestosa montagna che sovrasta l’antica città Inca di Machu Picchu

Per gli Inca la Valle di Urubamba era la porta della foresta, l’antisuyu. Il fiume che l’attraversa era un tempo conosciuto come Willka Mayu (Fiume Sacro) e il nevaio che lo origina era chiamato Wikklan Uta (Casa del Sole).

Huayna Picchu ovvero la Giovane Vetta

La città-mausoleo di Macchu Picchu è costituita da grandi edifici in pietra sparsi tra il settore alto e il settore basso; nel settore superiore ci sono il Tempio del Sole, la Residenza Reale, la Piazza Sacra con il Tempio delle tre finestre , il Tempio Principale, e soprattutto Intihuatana, la pietra per legare il sole.

Si narra che in quest’ultima venisse praticato uno dei riti più importanti: durante i solstizi, il sommo sacerdote legava una corda robusta alla pietra Intihuatana, mimando l’atto di soggiogare l’astro solare, obbligandolo ad invertire il corso per far cambiare la stagione.

Nella parte inferiore si trovano, invece, diversi gruppi di edifici più poveri, che probabilmente costituivano le abitazioni, le botteghe ed i luoghi per l’allevamento degli animali. I due settori, alto e basso, sono collegati da stretti sentieri e scalinate.


Ma la parte più impressionante si trova a nord della cittadella: una scalinata stretta e molto ripida, sale fino alla vetta della Huayna Picchu (Giovane Vetta), dove da un’altezza di circa 2700m si potrà osservare dall’alto uno splendido panorama che sovrasta tutto il sito archeologico di Machu Picchu.

Molti sono i miti che accompagnano la storia popolare diffusa tra le popolazioni andine, ma tra segreti, misteri, perplessità, vi è una sola certezza: il popolo che ha realizzato Machu Picchu ha dato prova di grande saggezza, raffinatezza culturale e abilità costruttiva.

Quando è stata la fondazione di Machu Picchu?

La fondazione di Machu Picchu risalirebbe all’epoca del governo di Pachacutec, il primo Inca a lasciare Cusco per conquistare nuove regioni, assoggettando la Valle di Urubamba, che divenne l’insediamento privilegiato della nobiltà Inca.

E’ la città perduta degli Inca

Attorno alla «città perduta» degli Inca, così chiamata poiché rimasta celata al mondo interno per oltre 4 secoli, ruotano una marea di ipotesi: per alcuni sarebbe stata una città amministrativo-religiosa, forse un santuario dedicato alle Sacre Vergini del Sole; secondo altre ipotesi la città era una residenza stagionale del nono Inca Pachacutec, oppure la dimora occasionale del sacerdote Cuzco. Inoltre, poiché nella città vi erano delle vere e proprie scuole con aule adibite allo studio degli astri e si praticavano riti effettuati dagli Amautas, sacerdoti con elevate conoscenze dei meccanismi celesti, si pensa che possa essere nata come città-osservatorio in cui effettuare studi astronomici. Infine, secondo teorie ufologiche, la sua costruzione è persino antecedente alla popolazione Inca e potrebbe essere opera di extraterrestri, dato che il punto di costruzione è impervio, difficile da raggiungere se non per via aerea.

Patrimonio Culturale dell’Umanità Unesco dal 1983

Machu Picchu, dichiarata Patrimonio Culturale dell’Umanità Unesco nel 1983 ed eletta come una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo, è stata scoperta il 24 luglio 1911, da un professore ed esploratore di Yale, Hiram Bingham che, accompagnato dalla guida locale Melchor Arteaga, giunse fino alla cima del Monte Machu Picchu, dove incontrò due campesinos  che vivevano lì con le loro famiglie, coltivando appezzamenti Inca. Nell’ ottobre 1912, il Governo Peruviano, tramite un decreto, autorizzò lo studioso a scavare nella zona, consentendogli di portare negli Usa tutti i reperti archeologici ritrovati e ci vollero più di 5 anni di lavoro per far riemergere l’intero complesso architettonico.

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